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MacroShield Newssoglia di pubblicazione 55/100

Contenuto informativo a carattere generale. Non costituisce consulenza finanziaria né sollecitazione all'investimento.

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Cosa muove il cambio euro/yen

Le decisioni della Bank of Japan e la distanza fra i tassi giapponesi e quelli del resto del mondo. Per anni lo yen è stato la valuta più economica da prendere in prestito, e ogni segnale che quel periodo stia finendo lo fa rafforzare, a volte molto in fretta.

Che cos'è

Il cambio euro/yen dice quanti yen servono per avere un euro. Se scende, lo yen si è rafforzato. Usiamo il cambio di riferimento pubblicato ogni giorno dalla Banca centrale europea.

Perché lo yen è diverso dalle altre valute

Con tassi vicini a zero per molti anni, lo yen è diventato la valuta con cui si prende denaro in prestito per investirlo dove rende di più: un'operazione che si chiama carry trade. Il risultato è che una parte enorme di yen è «presa in prestito» in giro per il mondo, e quando quei prestiti si chiudono tutti insieme lo yen può salire in pochi giorni quanto altre valute in mesi.

Cosa lo muove

Le decisioni e le parole della Bank of Japan, prima di tutto. Poi gli interventi del Ministero delle Finanze giapponese, che può usare le riserve per sostenere lo yen quando scende troppo in fretta. Infine la paura: nei momenti di tensione lo yen tende a rafforzarsi, sia perché è considerato un rifugio sia perché chi è indebitato in yen tende a chiudere le posizioni.

Come si legge un movimento

I cambi si misurano in variazione percentuale. L'euro/yen si muove più dell'euro/dollaro: un 2% in una settimana non è raro nei periodi in cui si parla di tassi giapponesi.

Il dato che usiamo per le verifiche: Data Portal della Banca centrale europea (si apre in una nuova scheda)

Le catene che passano da qui

Le nostre previsioni sul cambio euro/yen

Ogni riga è un articolo con la previsione che ci avevamo allegato prima di sapere come sarebbe andata. L'elenco si aggiorna da solo e non tiene fuori niente: le previsioni smentite restano qui accanto a quelle confermate. Sotto ognuna già verificata diciamo anche quanto era difficile: quante volte su 100 il prezzo avrebbe fatto quel movimento per puro caso, nello stesso periodo. Una previsione che il caso avrebbe azzeccato 7 volte su 100 era difficile, e se viene smentita dice molto meno di una smentita su una previsione facile.

8 previsioni: 2 confermate, 5 smentite, 1 ancora aperta

Non trasformiamo questi conti in una percentuale di previsioni azzeccate. Previsioni sullo stesso prezzo fatte a pochi giorni di distanza dipendono dallo stesso movimento, e contarle come prove separate gonfierebbe il risultato — in bene o in male. Il conto fatto bene, sulle previsioni davvero indipendenti, è nel track record. Vai al track record.

Gli altri prezzi su cui verifichiamo sono negli strumenti. Come nasce ogni previsione è spiegato nella metodologia.