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Contenuto informativo a carattere generale. Non costituisce consulenza finanziaria né sollecitazione all'investimento.

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Cosa muove il cambio euro/dollaro

Soprattutto la differenza fra i tassi attesi negli Stati Uniti e nell'area euro, e la paura: nei momenti di tensione il dollaro tende a rafforzarsi perché è la valuta in cui si rifugia il mondo.

Che cos'è

Il cambio euro/dollaro dice quanti dollari servono per avere un euro. Se passa da 1,10 a 1,12, l'euro si è rafforzato: con un euro si hanno più dollari. Usiamo il cambio di riferimento pubblicato ogni giorno dalla Banca centrale europea.

Perché conta anche per chi non viaggia

Il petrolio e buona parte delle materie prime si pagano in dollari. Un euro più debole rende l'energia più cara in Europa anche se il suo prezzo in dollari non cambia, e quel rincaro finisce nell'inflazione. Al contrario, un euro più forte rende le esportazioni europee più care per chi le compra all'estero.

Cosa lo muove

I capitali vanno dove rendono di più: se i tassi attesi negli Stati Uniti salgono rispetto a quelli europei, il dollaro attira più soldi e si rafforza. Contano quindi i dati sull'economia e le decisioni di Fed e BCE, ma soprattutto la distanza fra le due. Poi c'è la paura: guerre e crisi finanziarie tendono a rafforzare il dollaro, e un rincaro del petrolio pesa più sull'Europa, che lo importa, che sugli Stati Uniti, che lo producono.

Come si legge un movimento

I cambi si misurano in variazione percentuale. Sull'euro/dollaro un movimento dell'1% in pochi giorni è già ampio: è uno dei prezzi più scambiati al mondo, e si muove meno di quanto si immagini.

Il dato che usiamo per le verifiche: Data Portal della Banca centrale europea (si apre in una nuova scheda)

Le catene che passano da qui

Le nostre previsioni sul cambio euro/dollaro

Ogni riga è un articolo con la previsione che ci avevamo allegato prima di sapere come sarebbe andata. L'elenco si aggiorna da solo e non tiene fuori niente: le previsioni smentite restano qui accanto a quelle confermate. Sotto ognuna già verificata diciamo anche quanto era difficile: quante volte su 100 il prezzo avrebbe fatto quel movimento per puro caso, nello stesso periodo. Una previsione che il caso avrebbe azzeccato 7 volte su 100 era difficile, e se viene smentita dice molto meno di una smentita su una previsione facile.

10 previsioni: 2 confermate, 8 smentite

Non trasformiamo questi conti in una percentuale di previsioni azzeccate. Previsioni sullo stesso prezzo fatte a pochi giorni di distanza dipendono dallo stesso movimento, e contarle come prove separate gonfierebbe il risultato — in bene o in male. Il conto fatto bene, sulle previsioni davvero indipendenti, è nel track record. Vai al track record.

Gli altri prezzi su cui verifichiamo sono negli strumenti. Come nasce ogni previsione è spiegato nella metodologia.