Conflitto in Iran: le ripercussioni sullo Stretto di Hormuz e sul petrolio
Quota del commercio marittimo mondiale di petrolio che transita nello Stretto di Hormuz: 25%
· The Guardian — Business · EMEA
Contenuto informativo a carattere generale. Non costituisce consulenza finanziaria né sollecitazione all'investimento.
Meccanismo
Perché il petrolio passa quasi tutto da pochi tratti di mare. Se uno di quelli si chiude, il greggio costa di più, e un'energia più cara alza i prezzi di tutto il resto — a quel punto la faccenda diventa un problema delle banche centrali, cioè dei tassi.
Una parte enorme del greggio mondiale passa da pochi passaggi obbligati: lo Stretto di Hormuz è il più stretto di tutti. Non serve che una guerra fermi la produzione — basta che renda rischioso il transito. Le navi rallentano, le assicurazioni costano di più, e la quantità di petrolio che arriva davvero sui mercati cala.
La domanda di energia non si riduce perché c'è una crisi: le fabbriche lavorano lo stesso, i camion partono lo stesso. Se l'offerta si restringe e la domanda resta ferma, il prezzo sale — ed è per questo che il petrolio reagisce alle notizie di guerra prima ancora che sia successo qualcosa di concreto: reagisce alla probabilità.
Il costo del carburante entra nel prezzo di ogni cosa che va trasportata o prodotta con una macchina, cioè quasi tutto. Le aziende se lo trovano nei costi e prima o poi lo passano ai prezzi finali. Il risultato è che l'inflazione sale per una ragione che non ha niente a che vedere con l'economia interna di un paese.
Qui la catena si chiude. Se i prezzi salgono e sembra che continueranno a farlo, il mercato comincia a scommettere che la banca centrale terrà i tassi alti più a lungo. Quella scommessa si vede subito nei rendimenti dei titoli di Stato, e nel cambio fra le valute — perché una valuta i cui tassi restano alti attira più capitali dell'altra.
Quando non funziona
La catena può interrompersi a ogni passaggio, e spesso lo fa. Il petrolio può non salire perché altri produttori aumentano l'estrazione, o perché le scorte sono piene. L'inflazione può non muoversi perché la domanda è debole e le aziende non riescono ad alzare i prezzi. E soprattutto una crisi grave spinge anche in direzione opposta: la paura fa comprare titoli di Stato come rifugio, e questo fa *scendere* i rendimenti invece di alzarli. Le due forze convivono, e quale prevale non è deciso in anticipo.
Ogni volta che questo meccanismo si è presentato in una notizia, abbiamo pubblicato un articolo e ci abbiamo allegato una previsione verificabile, scritta prima di sapere come sarebbe andata. Qui sotto ci sono quelle volte: l'esito di ognuna è nella pagina dell'articolo, giusto o sbagliato che sia.
3 articoli su 3 giornate diverse
Quota del commercio marittimo mondiale di petrolio che transita nello Stretto di Hormuz: 25%
· The Guardian — Business · EMEA
· The Guardian — Business · EMEA
Prezzo del petrolio Brent: 90 dollari al barile
· The Guardian — Business · EMEA
Ogni articolo porta una previsione verificabile, e l’esito di tutte sta nel track record. Come nasce il punteggio è spiegato nella metodologia.